Comune di Gaggio Montano (BO)

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Le Frazioni

Le frazioni del territorio comunale sono sette:

  • Affrico
  • Bombiana
  • Marano
  • Pietracolora
  • Rocca Pitigliana
  • Santa Maria Villiana
  • Silla
 

Affrico

Il Castellaccio d'Affrico - Foto di Stefano Donini

Posta a nord est di Gaggio, a 17 km di distanza e a 690 m. s.l.m. (ab. 84) , è tra le più antiche frazioni e sede dell’importante Pieve di Pitigliano documentata nel 969.
La chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, si presenta nelle eleganti forme del barocco bolognese dovute alla ricostruzione effettuata nei primi decenni del ‘700 dopo che una frana aveva distrutto la precedente seicentesca.
A una sola navata con cappelle laterali conserva sull’altare maggiore un Battesimo di Cristo attribuito al pittore bolognese Francesco Albani (1578-1660). La località Castellaccio ricorda una costruzione fortificata della quale, ancora nel ‘700, restava il ponte levatoio ed ora l’oratorio di San Lorenzo.
Ben conservato è il borgo di Palazzo d’Affrico costituito da diverse case-torri di età medievale.
Suggestivo è inoltre il vicino borgo della Volpara.
 

Bombiana

Il borgo medioevale della Guanella - Foto di Stefano Donini
Posta a nord di Gaggio, a 6 km dal capoluogo e a 804 m. s.l.m. (ab. 388), ai piedi di Castel Leone (fortezza costruita dai bolognesi nel 1226, già in rovina alla fine del ‘300 e del quale non rimane più traccia visibile) su di un crinale che fa da spartiacque tra le valli del Silla e del Marano e dal quale si gode uno vasto panorama.
L’origine del nome pare si debba ricondurre alla colonizzazione romana di età imperiale, quando venne assegnata alla “gens Pompeia” (da cui “Pompeanus”, “Bombeanus”).
La frazione si colloca in un punto strategico dell’antica viabilità tra Bologna e la Toscana e fu di Matilde di Canossa che la donò a papa Gregorio VII il quale poi la passò, nel 1074, ai vescovi di Bologna.
 
La Torre della Guanella - Foto di Stefano Donini
Di qui passò, nell’885, papa Adriano III diretto a Roma e sempre qui, il 21 giugno 1118, l’imperatore Enrico V emanò un diploma a favore dell’ospitale di San Michele.
La chiesa parrocchiale, dedicata a San Giacomo, era un tempo all’interno di Castel Leone e fu trasportata a Bombiana nel ‘500.
Ricostruita nell’Ottocento, è attualmente interessata da importanti lavori di restauro e di consolidamento.
Ad unica navata con cappelle laterali, conserva sull’altare maggiore un pregevole dipinto seicentesco raffigurante il Crocifisso con i santi Pietro e Giacomo; di interesse sono anche una Via Crucis ed una Madonna col Bambino in terracotta policroma del sec. XVIII ed un dipinto con la Madonna del Carmine (sec. XVIII). Notevole, di fianco alla chiesa, la casa-torre del Borgo (sec. XIV-XV). A poca distanza dalla frazione, alle falde di Monte Castello, si trova La Guanella, un importante complesso architettonico, con funzioni difensive e amministrative, dei secoli XIII-XIV, recentemente restaurato, comprendente anche una isolata torre di guardia. Accanto alla torre il Monumento ai soldati brasiliani.
Bombiana è patria di Pier Paolo Molinelli (1702-1764) uno dei più illustri anatomici bolognesi.
 

Marano

A 14 km. dal capoluogo e a 276 m. s.l.m. (ab. 847), la frazione è posta alla confluenza del rio Marano con il fiume Reno ed è di formazione relativamente recente come testimoniano le vicende della chiesa parrocchiale.
Nel 1905, infatti, i Cappuccini di Porretta Terme eressero un primo oratorio, dedicato alla Madonna del Sacro Cuore, ampliato nel 1912. L’erezione in parrocchia autonoma avvenne nel 1938. La chiesa presenta una bella facciata in pietra di Montovolo; l’interno, ad unica navata con cappelle laterali conserva una Madonna del Sacro Cuore copia di quella venerata nella chiesa romana del Sacro Cuore di piazza Navona.
 

Pietracolora

Pietracolora e la valle del Marano. Sullo sfondo Monte Volo e Monte Vigese - Foto di Stefano Donini
Domina, dall’alto del crinale, la valle del torrente Aneva confluente nel Marano. L’origine del nome pare derivare da “pré d’la clùra”, prato del nocciolo, piuttosto che da “préda cloreda”, pietra colorata. Dista 16 km dal capoluogo ad una altezza di 820 m. s.l.m. (ab. 445).
Nel secolo XII vi sorgeva un castello con torre della famiglia Barbetti. Nel 1276 i bolognesi espugnarono il castello che assegnarono poi all’arte cittadina dei cartolai.
Un ospitale per pellegrini è documentato nella seconda metà del ‘300. Il paese è risorto dalle distruzioni dell’ultima guerra sviluppando la sua vocazione turistica e aziende di trasformazione delle carni.
L’attuale chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Lucia e dalle antiche origini, è stata completamente ricostruita negli anni 1957-58 sulle rovine della precedente su progetto di G. Marchetti.
Di fianco alla parrocchiale in anni recenti è stata realizzata, sul posto dove si ritiene sia sorta un’antica torre, una torre-osservatorio dai caratteristici lineamenti architettonici che la rendono meritevole di attenzione.
A sud dell’abitato, di grande interesse per le sue caratteristiche paesaggistiche e naturali, è la località Sassane dove esiste un antico santuario dedicato a Santa Maria Maddalena posto sul colmo di uno scosceso impressionante.
 

Rocca Pitigliana

Chiesa parrocchiale di Rocca Pitigliana - Foto di Stefano Donini
Il borgo dista 17 km. dal capoluogo (3 km dalla strada porrettana) e ha una altezza di 512 m. s.l.m. (ab. 93). Il toponimo trae origine dal fatto che qui si trovava la rocca di Pitigliano (Affrico).
Le notizie che ci sono pervenute non risalgono oltre il XIII secolo, ma ci permettono di delineare una comunità molto attiva non solo sul piano bellico ma anche, e soprattutto, per gli scambi commerciali con i luoghi vicini.
Di grande interesse è la chiesa parrocchiale, dedicata a San Michele Arcangelo, che viene ricordata nel 1235, mentre l’attuale risale al 1502 con rifacimenti nel 1695.
Chiesa e campanile fanno corpo unico con un rilievo roccioso, il che conferisce al complesso caratteri di grande suggestione.
L’interno al quale si può accedere anche attraverso un passaggio sul lato destro scavato nella roccia, e ad unica navata con cappelle; interessante è il dipinto del santo titolare posto nell’abside e ritenuto opera di scuola reniana.
Percorrendo la strada che congiunge direttamente la frazione con Bombiana, si può ammirare il notevole complesso della casa-torre di Montefrasco risalente ai secoli XV-XVI.
 

Santa Maria Villiana

Chiesa di Santa Maria Villiana
È situata anch’essa nella valle del Marano, a 19 km. del capoluogo e a m. 643 s.l.m. (ab. 153).
È zona di antico popolamento come attesta il rinvenimento di fondi di capanne dell’età del bronzo (1.500-930 a.C.) sul vicino Monte della Croce. La chiesa parrocchiale, in posizione suggestiva ed appartata, è dedicata alla Madonna Assunta; attestata nel 1300, eretta in parrocchiale nel 1411, ampliata nel 1679 è stata completamente risarcita dei danni subiti con i bombardamenti dell’ultima guerra.
L’interno, ad unica navata con cappelle laterali, conserva pregevoli tele cinque-seicentesche: la Madonna Assunta con i santi Sebastiano e Rocco sull’altare maggiore e la Madonna del Rosario con i santi Domenico e Francesco d’Assisi (sec. XVII).
 

Silla

Il torrente Silla - Foto di Stefano Donini
A 7 km. dal capoluogo e a 270 m. s.l.m. (ab. 929), posta alla confluenza del Silla con il Reno, questa frazione rappresenta in modo evidente lo sviluppo economico e demografico del comune di Gaggio verificatosi a partire dagli ani ’60 di questo secolo.
Sino al 1942, quando fu eretta in parrocchia autonoma, il territorio infatti apparteneva a Bombiana.
L’attuale chiesa parrocchiale, dedicata alla Madonna di Fatima, costruita negli anni 1952-53, sostituisce il più antico omonimo oratorio di San Bartolomeo.
Al suo interno conserva, oltre il grande affresco di R. Pasqui, una tela attribuita a I.A. Calvi con La Madonna col Bambino, san Gaetano e le anime del Purgatorio (sec. XIX) e l’Apparizione del Sacro Cuore a santa Margherita Alacoque del Guardassoni (sec. XIX).